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Buona la prima

Il Lugano vince a Thun la delicatissima prima partita di spareggio

E’ andata bene, almeno per questa prima sfida. Si diceva che la trasferta di Thun era rischiosa, sotto molteplici aspetti: primo su tutti, quello psicologico, dato che era il Lugano che aveva oggettivamente di più da perdere.

Uscire sconfitte dallo spareggio, infatti, avrebbe vanificato tutto il lavoro svolto dalla società in questo anno, che sotto nessun aspetto è stato facile, come più volte detto.

Il Lugano scende in campo con un insolito 4-4-2, che garantisce un maggiore spessore a centrocampo ed agevola la fase di contenimento. Il risultato si vede nel corso di tutto il primo tempo, in cui il ritmo non appare mai elevato, ed entrambe le formazioni faticano ad arrivare al tiro.

Chi si fosse eventualmente aspettato un Thun intimidito dalle più prestigiose avversarie, sarebbe rimasto deluso fin dal principio della gara. Le rossonere infatti, dopo un rischio iniziale di autorete in seguito alla battuta di un corner al 9′, bloccano bene le fasce, impedendo alle ragazze di Antonelli di attaccare nel loro modo più efficace.

Prima parte della gara con squadre prudenti

Del resto il Lugano si accorge subito delle capacità offensive delle avversarie, non appena cala la guardia sulle ali; Thun dimostra di saper far girare molto bene la palla e di saperla lanciare con rapidità in particolare sulla fascia destra, dove JolandaThomann e Stefanie Kips sono rapide a salire.

Poche le occasioni di rilievo nella prima frazione di gioco, con Martinoli al 26′ e Carp al 37′ (quest’ultima su punizione) che provano senza successo ad impensierire il portiere Teuscher, che si comporta bene su corner al 43′ effettuando una buona parata su colpo di testa.

Nell’intervallo Antonelli toglie Erika Viganò ed inserisce Joanna Verissimo Seca, mostrando chiaramente di volersi spingere più avanti; comprensibile, dato che a Thun i gol del Lugano valgono di più di quelli eventualmente segnati nel ritorno a Cornaredo. Il rischio però, è quello di aprirsi maggiormente alle iniziative delle padrone di casa.

Foto di deko757 by Pixabay

Il Lugano sblocca il risultato

A dire il vero nei primi minuti è Lugano a forzare il ritmo, colpendo la traversa su una bella punizione di Marolt. La presenza di Verissimo Seca a centrocampo aggiunge pericolosità all’iniziativa bianconera, tant’è che alla prima vera manovra pericolosa, il Lugano passa.

E’ il minuto 51, quando Teuscher effettua un rinvio troppo corto; Verissimo Seca anticipa da dietro Gerber di testa: la palla giunge nei pressi di Mathilda Andreoli, che si libera di Ziswiler con un colpo di tacco “alla Ibrahimovic” ed infila con un rasoterra Janine Teuscher in disperata uscita.

Thun però, non sta certo a guardare: la reazione delle rossonere è rabbiosa, e già un minuto dopo potrebbero pareggiare su una bella incursione di Stefanie Kipf, che viene chiusa benissimo da Tonelli. Poco dopo riprova Thomann, ma senza successo.

Il Lugano però non si chiude dietro, ed al 62′ raddoppia: è Stella Suter a crederci, scagliando un tiro non irresistibile, ma che rimbalza sul corpo della sfortunata Sabrina Bodenmann e mette fuori causa il portiere rossonero.

Un gol per sperare ancora

Al 69′ Andrea Michel fa le prove del gol che segnerà nel finale, mandando di poco fuori un tiro alla destra di Palmiero. Altre due occasioni fallite da Thun al 74′ ed al 77′, ancora con la numero 7 rossonera che colpisce un palo clamoroso. Ma non c’è nulla da fare per Palmiero all’86’: bel cross basso da destra di Thomann dopo un’azione in velocità sulla fascia e bellissimo tocco di Andrea Michel, che manda la palla nell’angolo opposto.

Un gol d’oro, perchè tiene aperti i discorsi per il ritorno, anche se il Thun dovrà segnare almeno due reti a Cornaredo. Non sarà facile, ma alla squadra bernese di certo non mancano volontà e determinazione. Vedremo. Al Lugano vanno i complimenti per aver tenuto sempre i nervi a posto, portando a casa il risultato con un pizzico di cinismo.

Quello che era mancato alle bianconere per troppe volte.

Foto di copertina di Mediamodifier by Pixabay

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