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E’ di nuovo Lugano

Il Lugano batte il Basilea

Il vostro stadio dista, dalla cittadina Lombarda in cui risiedo, solo una mezz’ora di auto, forse un poco di più. Ma Lugano, nel bel mezzo di questa ulteriore ondata pandemica, pare essere dall’altra parte del mondo. Impossibile passare la frontiera, se non per motivi di necessità.

Ed il calcio che esprimete, per quanto bello possa essere, non può essere ritenuto prioritario, in un momento in cui le persone rischiano ogni giorno la vita. Anche se lo giocate con tanto, tanto impegno; anche se sono queste le cose che tengono viva la mente della gente nello smarrimento generale che questo virus ha determinato, ormai da più di un anno.

Passione Lugano

E penso sia triste dover seguire gli eventi da remoto, farsi bastare le notizie, a volte frammentarie, che arrivano sul web. Ci si accontenta. Ma l’importante è che voi ci siate, su quel rettangolo verde; l’importante è mettiate in campo la vostra passione. Ed è ciò che voi ragazze del Lugano avete fatto dall’inizio di questo campionato anomalo, che si svolge nell’anno più anomalo del secolo.

Ricordo la conferenza stampa del 24 agosto 2020, in cui Michele Campana, direttore generale dell’FC Lugano, aveva spiegato molto bene la situazione della squadra femminile alla vigilia di un campionato che si prospettava difficile per molti motivi: uno su tutti, una normativa che aveva determinato un vuoto impressionante a livello tecnico, e che avrebbe causato una ripartenza per forza di cose proibitiva, che prevedeva di schierare ragazze non abituate ad un campionato di massimo livello.

Foto di satyatiwari by Pixabay

Una situazione complicata ed un lodevole impegno

Il tono di quella conferenza era stato molto schietto, toccando senza mezzi termini i punti dolenti della questione: una squadra messa in ginocchio, prima dalla mancanza dei permessi di lavoro per le calciatrici americane (il fatto che le calciatrici di serie A e B vengano considerate professioniste, secondo il diritto del lavoro, suona quasi beffardo); poi a febbraio 2020 dal Covid; la mancata garanzia della copertura del budget da parte della società Lugano 1976, allora proprietaria della compagine femminile luganese, aveva fatto il resto.

Lodevole a questo punto la decisione del Lugano Football Club, che aveva impedito alla squadra di imboccare la triste strada del fallimento. Lodevole perchè c’era la consapevolezza che l’impatto della situazione negativa sui risultati delle partite non si sarebbe fatta attendere. Lodevole, perchè il contesto economico del calcio femminile in genere, non è certo florido. Ed il calcio elvetico, non fa certo eccezione.

Lodevole, infine, perchè forse c’erano tutti i motivi, anche di immagine, per lasciare la squadra al suo destino. Ma non è accaduto. Il Lugano ha raccolto una difficile eredità e l’ha portata avanti. Ricordo l’unica partita dal vivo che avevo avuto modo di vedere, lo scorso agosto a Cornaredo, quando la pandemia aveva allentato il suo attacco. Vi eravate dovute arrendere ad un Grasshopper Zurigo che era troppo forte per voi. Il gap era demotivante.

Il grande gap

Ed i numeri della stagione non sono stati da meno. Dopo i venti turni finora disputati, quattro soli punti; sette i gol segnati, novantasette quelli subiti. Ma nel frattempo, qualcosa è finalmente cambiato. Negli ultimi turni, due sconfitte di misura ed il primo punto a Lucerna. Il tutto nel mese di marzo.

L’incontro di sabato 27 marzo, con la doppietta che ha piegato il Basilea, è allo stesso tempo un punto di arrivo ed uno di partenza: mostra infatti che il vostro lavoro sta dando risultati, e lascia pensare che per il futuro gli stessi miglioreranno notevolmente.

Foto di u_uf78c121 by Pixabay

E così la realtà cambia, cambiano i punti di vista ed i significati, man mano che arriva la consapevolezza, man mano che correte a perdifiato su quel rettangolo verde. I numeri vanno in secondo piano, per far posto al cuore, a quella passione che vi brucia dentro.

E non importa se la classifica traccia un quadro drastico, che vi stacca nettamente dalle altre formazioni. Non importa se questa vittoria resterà l’unica di questa annata tremenda, oppure sarà accompagnata da altre, come tutti si augurano. La vostra vittoria più importante è aver creduto che questo campionato si potesse giocare. Contro ogni avversità, contro la sfiducia, contro un’ecatombe planetaria che nessuno di noi poteva prevedere.

Contro tutto. E’ di nuovo Lugano.

Per la foto di copertina si ringrazia Beatrice Girelli, direttore sportivo del Lugano Femminile

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