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Grazie ragazze

Grazie Milan e Roma: avete dato vita ad un meraviglioso spettacolo

Una finale. Una coppa in palio: mi chiedevo che partita sarebbe stata. E dopo il fischio finale, voglio dirvi GRAZIE per come avete interpretato questa sfida.

Del resto, già il fatto che si trovassero di fronte Milan e Roma faceva capire che non sarebbe stata acqua fresca, che lo spettacolo ci sarebbe stato. Da una parte Maurizio Ganz, e chi ha seguito il calcio maschile sa di chi parlo; dall’altra Betty Bavagnoli, che del calcio femminile ha fatto la storia.

Da una parte Valentina Giacinti, una campionessa assoluta, simbolo di grinta e professionalità; dall’altra Elena Linari, calciatrice internazionale e colonna della nostra nazionale.

Il calcio delle donne viene spesso tacciato di essere limitato dal punto di vista tecnico, si dice che rispetto a quello dei signori uomini lasci molto a desiderare quanto a ritmo, virtuosismi, gioco collettivo, spettacolarità.

E’ errato il concetto in sé, quello di voler effettuare il paragone fra questi due mondi calcistici. Il calcio delle donne ha un proprio ambito, una storia a parte ed un diverso modo di interpretare il modo di stare in campo e fuori dal campo.

Durante questa sfida avete dato prova di tutto ciò che siete. Grazie.

Siete appassionate.

Siete tenaci.

Siete coraggiose.

Siete forti.

Avete ingaggiato duelli degni del miglior calcio, senza temere il confronto, senza risparmiarvi. Avete lottato, le avete prese e date, sempre con l’obiettivo ben fermo nella vostra mente: vincere.

Grazie per avere incarnato lo spirito più bello del confronto calcistico, una lotta che non è mai una faccenda privata fra singoli campioni, ma uno scontro, tosto ma corretto, fra due squadre.

C’è stata passione, c’è stato agonismo; ma soprattutto c’è stata la prova tangibile che, se riceve la giusta attenzione mediatica e la sufficiente organizzazione, il calcio delle donne restituisce emozioni e qualità. Voi ragazze del calcio per arrivare dove siete avete dovuto soffrire, come i maschi ed ancor di più.

Perchè a tutt’oggi non siete professioniste, e per molte di voi il calcio è una passione che avete dovuto far convivere con un lavoro, magari completamente diverso, che vi ha consentito di continuare ad inseguire il sogno di una vita.

Ora siete nel vostro sogno, e ci state portando con voi. Siamo tanti, forse non tantissimi, per ora. Ma verrà anche il momento degli stadi pieni. Lo meritate.

Foto di copertina di Claudio Furlan / La Presse

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