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Lugano buonista: in Coppa Svizzera passa il Basilea

In Coppa Svizzera il Lugano Femminile non affonda il colpo

Se all’inizio della stagione avessero chiesto alla direzione tecnica del Lugano se avrebbero firmato per arrivare ai quarti di Coppa Svizzera, probabilmente avrebbero accettato senza esitare, visto come si prospettava la stagione che si era appena aperta a metà agosto 2020.

Una stagione tutta in salita, segnata da pesanti sconfitte, anche con punteggi pesanti; una squadra interamente ricostruita, che solo di recente sta dando finalmente segni di coesione e quadratura, in campo. Quindi la qualificazione a questi quarti di finale di Coppa Svizzera può ben essere vista come un traguardo raggiunto.

Ma ci sono partite e partite, e per come era iniziata quella di sabato 24 aprile a Cornaredo, non è azzardato affermare che l’esito poteva essere diverso, molto diverso. Lo zero a due a favore di Basilea ha un po’ il sapore dell’occasione persa, e l’occasione non era da poco. Andarsi a giocare una semifinale di Coppa Svizzera in un’annata che per forza di cose esaltante non poteva essere, sarebbe stato un segnale importante.

Grande partenza

Invece no: il Lugano parte alla grande, e poi si perde per strada. La squadra bianconera, forte del risultato dell’andata, che l’aveva vista prevalere a Basilea per due a uno, cerca subito di far suo l’incontro. Mathilda Andreoli pare in buona giornata, e si presenta subito dalle parti di Tschudin. La numero 8 di Lugano ha un buon feeling con il dribbling, e crea più di qualche apprensione alla difesa di Basilea.

Al secondo minuto è proprio sui piedi di Andreoli che capita la prima palla gol: scatto dell’attaccante, che si trova a tu per tu con il portiere del Basilea, ma non è pronta al tiro e si fa recuperare dalla difesa.

Il Basilea non pare voler forzare troppo, e nei primi dieci minuti si presenta piuttosto timidamente nei pressi dell’area luganese. Così il Lugano osa di nuovo. E’ di nuovo Andreoli, dalla fascia destra, ad inventare un tiro-cross che rischia di finire in porta: Michèle Tschudin però fa capire che vuole essere protagonista, e purtroppo per il Lugano, lo sarà anche più avanti nell’incontro; devia con sicurezza in corner.

Giornata no

Nei primi dieci minuti anche Petkova prova ad infilarsi fra le maglie avversarie sulla sinistra, ma Saoud la controlla con sicurezza. E’ proprio su una respinta di Saoud, che da centrocampo Cecotti lancia una palla in area per Cristina Carp, al decimo minuto: la punta luganese lascia sfilare molto bene il pallone, ma al momento della battuta di sinistro, tira debolmente alla sinistra di Tschudin, che si distende a terra e blocca.

Tschudin è in giornata di grazia, e non altrettanto, purtroppo, si può dire di Carp: si impegna molto, attacca e torna a centrocampo, non si risparmia; ma quando arriva negli ultimi dieci metri fa capire di non essere nella sua giornata migliore. Al quattordicesimo, infatti, scatta velocissima sulla sinistra, entra in area inseguita inutilmente dai difensori del Basilea, ma a tu per tu con Tschudin non conclude subito e quando lo fa, scarica la palla addosso a Sina Hirschi, precipitosamente rientrata a difendere.

Lugano insiste, ed al diciassettesimo è Stella Suter, su passaggio basso da sinistra di Andreoli, a concludere dal limite dell’area, ma in questo pomeriggio c’è spazio anche per un po’ di sfortuna, ed il pallone termina fuori, dopo aver colpito la traversa.

E’ logico aspettarsi che gli sforzi delle bianconere vengano premiati, e invece è il Basilea ad andare in vantaggio: al ventiquattresimo Kristina Sundov recupera una palla sulla fascia destra e la mette al centro rasoterra, Miriam Ubaldi si getta a terra per bloccare, ma la palla le sfugge, e va sui piedi di Vanessa Hoti, che non ha difficoltà ad insaccare.

Foto di russ282 by Pixabay

Coppa Svizzera che si complica

E così questo quarto di finale di Coppa Svizzera cambia; il Basilea acquista fiducia, e si vede dal destro teso della brava Mayr, ben deviato in angolo da Ubaldi, al ventisettesimo. Le rossoblù giungono alla pausa senza correre pericoli.

Nel secondo tempo, il Basilea fa capire di che pasta è fatta: solidità difensiva e centrocampo che non lascia molta libertà alle iniziative bianconere. Così la ripresa scorre senza la tensione agonistica vista nel primo tempo. L’asse Mayr – Saoud funziona molto bene, e Lugano fatica maggiormente a penetrare. La sensazione è che le chanches di passaggio del turno da parte di Lugano siano legate più alla tenuta della difesa che alle inizative offensive.

A complicare di molto il discorso qualificazione, su un traversone del Basilea dalla sinistra, è il pallone che rimbalza sul braccio di Sara Tonelli, al cinquantesettesimo minuto. E’ rigore, a dispetto delle proteste disperate della capitana bianconera. Xhemailli batte e fa due a zero.

Rigore sprecato

Logico a questo punto aspettarsi una reazione bianconera, che però è smorzata da un gioco che ormai si svolge più che altro a centrocampo. Ma l’occasione di raddrizzare la partita viene sette minuti più tardi, quando l’arbitro Hanggi assegna un penalty al Lugano, di nuovo per un tocco di braccio: di nuovo sui piedi di Carp l’occasione per riaprire il discorso qualificazione. L’attaccante rumena però non calcia bene, e si fa parare il tiro da una Tschudin sempre attenta.

Foto di zoellnerwillich by Pixabay

L’ultima chance per il Lugano viene da un colpo di testa, che termina a lato, su corner battuto da Simona Petkova. Il risultato non cambia più.

Ciò che lascia l’amaro in bocca di questa partita di Coppa Svizzera, è più che altro la sensazione che la qualificazione fosse davvero a portata delle ragazze del Lugano: il Basilea, infatti, non ha mai dato l’impressione di essere superiore alla squadra di casa. Ciò che è mancato al Lugano, al di là di tutto, è quella lucidità sottoporta che trasforma le occasioni in gol.

E nel corso della partita, il Lugano ha avuto almeno quattro occasioni di segnare. Troppe, per non avere rimpianti. Il lavoro del mister si vede, e fa ben sperare. Pretendere di più, pare davvero irrealistico. Ma dopo una partita così, viene spontaneo dire: Lugano, che peccato !

Per la forto di copertina si ringrazia Beatrice Girelli, direttore sportivo del Lugano Femminile

info@pallonealfemminile.it
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