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Sua maestà il Servette

Il Lugano mostra una prestazione dignitosa contro un Servette fortissimo

Si dice che il calcio è bello perchè tutto può succedere, nel corso di un incontro. Ed è vero. Ma quando il calendario ti mette di fronte la capolista e tu sei l’ultima in classifica, sai già che quasi certamente uscirai sconfitta. E così è andata: sabato 15 maggio a Cornaredo è il Servette a vincere.

Certamente i dati parlano chiaro: alla sfida di Lugano, le ginevrine si presentano con 73 gol segnati, un bottino di tutto rispetto; solo lo Zurigo ha fatto meglio in attacco. Ma ciò che colpisce di più è il numero delle reti subite: sono solo quindici i palloni che hanno violato la porta del Servette dall’inizio del campionato; la seconda miglior difesa, quella dello Zurigo, ne ha subiti oltre il doppio.

Un Servette blindato dietro e cinico in avanti

Già questo fa capire bene su cosa si fondi il primato di Ginevra nel calcio delle donne svizzere; a completare il quadro, il fatto che il Lugano si presenta con solo undici centri al suo attivo, cosa che rende la partita col Servette decisamente proibitiva.

Ma è stato più volte detto che da un paio di mesi a questa parte le ragazze luganesi mostrano un calcio diverso: più organizzato, più veloce, a tratti perfino grintoso. All’inizio infatti il Lugano prova, prima con Andreoli e poi con Carp, entrambe in buona forma, a punzecchiare Thalmann, che in entrambe le occasioni però mette in angolo senza patemi.

Senza dubbio tra le qualità del Servette c’è il cinismo: fa gol alla prima vera volta che entra nell’area delle padrone di casa. Al 10′ Sarresin dalla destra centra basso per Lagonia, che ha tutto il tempo di mirare e mettere la palla all’angolino basso alla destra di Palmiero.

Per la seconda punta canadese è il sesto centro, ma ciò che fa impressione della formazione di ginevra è il fatto che, nella classifica dei cannonieri, a sei gol ci sono anche le compagne di squadra Sandy Maendly e Amira Arfaoui, a 13 gol Léonie Fleury e Marta Peiro Gimenez ed a 14 Maeva Sarrasin. Palmiero ha di che preoccuparsi…

Fleury sulla sinistra non perde mai occasione di mostrare quanto bene il Servette giochi sulle fasce e crea più di qualche grattacapo a Stella Suter, centrocampista adattata alla difesa, che interpreta bene il ruolo assegnatole. Ma il compito sarà ancora più duro nel secondo tempo per Erika Viganò (e per Bytyqi, che la sostituirà dal 56′ minuto), quando Manon Revelli dalla difesa si spingerà in avanti a supportare sulla fascia sinistra gli attacchi della capitana Sarrasin.

Sarrasin a segno

A proposito di Fleury, lanciata da Spälti al 14′ crossa bene per Peiro Gimenez, che manca di poco la deviazione vincente. Poco dopo, al 21′, è Sarrasin però ad aumentare il gap: è di nuovo Lagonia a tentare un tiro che risulta centrale, ma Palmiero respinge corto, dando alla capitana delle ginevrine la possibilità di raddoppiare da distanza ravvicinata.

Foto di stux by Pixabay

Servette a quel punto adotta una tattica prudente: non spinge troppo per non dare la possibilità al Lugano di innescare i pericolosi contropiedi di Andreoli e Carp; si limita a controllare il gioco, facendo leva anche sulla propria superiorità fisica. Del resto la difesa luganese, ben impostata, argina le poche incursioni delle ospiti.

Il tempo si chiude con le ospiti che controllano i tentativi di attacco del Lugano.

La ripresa si apre con i tentativi, sempre molto prudenti, del Servette di chiudere il match. Sulla fascia destra Peiro Gimenez e Lagonia sono sempre molto attive, grazie anche al supporto di Revelli, che si spinge in avanti. Palmiero deve sventare infatti due tiri a rete al 51′ ed al 52′ da parte di Peiro Gimenez e della stessa Revelli. Per Viganò (sostituita al 56′ da Bytyqi) e compagne c’è parecchio lavoro.

La formazione ginevrina cerca di tenere costantemente sotto pressione il Lugano, che da parte sua prova azioni di alleggerimento, con Andreoli e con Suter, che nell’unica occasione in cui si presenta dalle parti di Thalmann inventa un gran tiro di interno destro che l’estremo difensore neutralizza con un bell’intervento.

Il Servette chiude il match

Ma sono solo dei lampi; il Servette ha in mano il gioco, e torna pericolosa con Arfaoui (entrata al posto di Fleury), innescata dalla bravissima Revelli. Ed è proprio Amira Arfaoui che lancia in area sul lato destro Peiro Gimenez al 70′, per il 3 a 0.

La partita a questo punto ha poco da dire, è acquisito un risultato che era ben poco in dubbio. Prima del definitivo 4 a 0 firmato al 91′ da Padilla Bidas (a sua volta subentrata a Sarrasin) c’è tempo per vedere un “coast to coast” da parte di Sara Tonelli, che partendo dalla sua area arriva a servire sulla trequarti Mathilda Andreoli, che impegna ancora Thalmann.

Troppo forte questo Servette, almeno per un Lugano che ha ancora molta strada da fare, in termini di crescita delle sue calciatrici, per confrontarsi alla pari con le prime della classifica. Oltretutto, come in altri match, ha avuto il suo peso una differenza fisica a sfavore delle ragazze in maglia bianconera, che si è vista spesso ed in varie zone del campo.

Quanto all’esito della gara, di certo la vittoria del Servette è meritata; certo se si pensa all’11 a zero con cui aveva “asfaltato” il Lugano l’11 agosto dello scorso anno, sembra davvero trascorso un secolo.

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